Qua non si butta via niente
A me danno fastidio gli sprechi.
Sono uno di quelli che apre i tubetti delle creme per raccogliere i residui dal contenitore (non pigliate per culo, provate ad aprire con le forbici il tubetto della crema per le mani quando pensate sia finita, potreste rimanere sorpresi da quanta ce n’è ancora ), strizzo il dentifricio fino all’ultimo granulo di menta piperita e aggiungo l’acqua al bagnoschiuma per recuperare le gocce rimaste.
Se c’è una cosa a cui sono particolarmente sensibile però è lo spreco di carta. Forse perché tra appunti, schemetti, post-it e scarabocchi- antistress consumo da solo l’equivalente in carta delle foreste svedesi e quindi un po’ mi sento in colpa.
Siccome io credo davvero che il mondo si possa migliorare con i piccoli gesti, chiedo al ministro dell’università Mussi (che so per certo essere un appassionato di questo blog) di ridurre le pagine del libretto
Il mio libretto universitario (e credo sia standard) ha 5 pagine per segnare gli esami sostenuti. Su ogni pagina considerando i due lati si possono segnare 16 esami.
Facendo un rapido calcolo:
5 x 16 = 80
…
…
Dico, vi rendete conto? Quale facoltà ha 80 esami?
Basterebbero solo 2 pagine, perché metterne 5?
Tre pagine in meno sembrerebbero una minchiata, ma se si considera che ci sono milioni di studenti universitari in Italia il guadagno diventa notevole.
Quella carta può essere usata per fare dei manifesti elettorali con cui imbrattare la città, la posso usare io per giocare all'impiccato con mia sorella o per fare gli art attack come Giovanni Muciaccia








